Seconda puntata
Arrivati alla città di XXXX (non ricordo il nome perchè non ho la scheda
con me... ma porc!!!...), ci siamo imbattuti subito nei villici...
Tipi strani, veramente strani...
Il tizio che è con noi... l'uomo di chiesa, continua parlare di un signore... ma ghi è sto signore?...
Signore a parte, ci iniziamo a interessare degli
strani fatti che sono accaduti all'interno del villaggio, uno in
particolare successo qualche giorno prima.
Un
bambino è scomparso mentre giocava con la sorellina lungo il fiume...
passati due giorni lo hanno visto riapparire emaciato e molto stanco...
Ci avviamo nella casa del bambino e il nostro
cerusico si rende conto che effettivamente è in fin di vita... forse non
sopravviverà alla notte... pensa...
Pensiamo
di passare la notte insieme a lui (io in realtà volevo soltanto vendere
un po' di armi... ma che ci faccio qua?....vabbè...)
Durante la notte sentiamo dei rumori fuori dalla
finestra e l'amico del signore... l'uomo di chiesa, esce dalla casa e
riesce ad atterrare come nessun uomo non aveva mai fatto prima una
enorme creatura.... NA SORCA di 120 KG!!!... portata a spasso da un
bambino....
Vabbè dice l'uomo di chiesa... "una rosticciana è
d'uopo" pensava il fabbro, mentre si chiedeva pure che minchia ci
facesse un ragazzino alle 3 di notte a giro con un maiale...
il povero bambino rispose che si era affacciato alla finestra a vedere come stava l'amichetto... vabbè...
Quello che successe dopo poi, fu tutt'altra cosa...
Una donna vestita di bianco, levitava davanti alla finestra della
stanza in cui era il bambino... la stessa donna che il fabbro vide con
la coda dell'occhio il giorno prima...
Cosi
apprestati ad entrare nuovamente dentro la stanza e circondato il letto,
apparve una seconda entità, un tizio completamente nero che ci
sovrastava... qualcosa che chi fu in quella stanza non dimenticherà...
qualcosa di innominabile... molti di noi svenirono, altri furono presi
da apatia e follia... il povero cerusico si iniziò a mangiare il
braccio...
Tutto tacque... il bambino si risvegliò con una strana luce negli occhi... e poi...
Tommy
riassunto improvvisato via facebook
GV: ti faccio un riassunto flash
allora
siamo là
a Laa
abbiamo interrogato un po' tutti i paesani, il prete, il locandiere ecc
ovviamente nessuno sa una minchia
MARCHESE: si ovvio
poi
arriva tutta trafelata la figlia del locandiere (bonazza)
e dice che è scomparso un mambino di una delle comunità magiare autoctone
quelle che vivono fuori le mura
insomma
sto mambino non si trova
mmmm
il gruppo si divide tra chi prova a seguirne le ultime tracce e avvistamenti (tony)
si ...
chi va a cercare tra i documenti del prete (io)
...
chi rincorre la figlia bonazza (judge)
ahahahahahaha grande
scherzo il judge era con tony
che spessore quell'uomo
ma è un laido quindi ci stava
nuuuuuuuu triistezza
troppo serioso
e poi ???
poi sto bambino magicamente torna
ma
ovviamente
è molto malato e in fin di vita
malato ???
appestato ???
inchiappetato ???
sembrano febbri malariche ma noi uomini di culturae et medicinam sappiamo bene che le febbri malariche hanno un decorso molto lungo r che si deve trattare di qualcosa di diverso
urka
insomma proviamo tutti i tiri possibili e immaginabili (fallendo miseramente)
quindi il maligno !!!!
e decidiamo che l'unica cosa da fare è...
uccuiderlo ahahhahahahaha
lo sgozzate vero ???
no, siamo uomini pii quindi cominciamo a pregare al suo capezzale
giorno e notte notte e giorno
ma quali pii ... il maiale non gliene fregava una cippa
a un certo punto (di notte ovviamente)
tom sente qualcosa dalla finestra
e ahia
sveglia tutti e il giudice si precipita fuori, asce da lancio alla mano
il giudice non sente cazzi, vede muoversi una frasca e lancia il lanciabile
uccidendo un maiale
ahahahahahahahahhahahaha
il maiale non era solo però
che figu e meeee
era con un bambino
tale petir
nuuuuuuuuuuuu
non m dire che muore
figlio del porcaio lì vicino e preoccupato per la sorte dell'amico
no non muore
e cosa gli estirpate
dove andavano a fare cavallina ???
ma solo perchè il giudice ha una proverbiale
miradimerda
ahahahahah
insomma lui era lì alla finestra
la proverbiale mira di merda non è male
a ascoltare
attenzione attenzione...
CON UNA DONNA BIANCA!!!!!
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
panico
tom sbianca
la baldracca
o perchè ?????
insomma cerchiamo un momento fuori dalla casa ma ovviamente non c'è nulla
tom era quello che l'aveva vista nel bosco
allora
è verooooo
ovviamente dicevo non c'è nulla
e torniamo in casa
chi a pregare chi a dormire chi a fare la veglia al povero bambino
passa un altro po' di tempo
e...
e...
al capezzale del letto vediamo addensarsi una figura buia, come se la sua presenza fosse composta da un aumento dell'oscurità della stanza
urka urka
la figura si muove verso la faccia del bambino
minkia
ovviamente piovono punti san a gògò
ovvio
e ad un tratto il bambino si alza, scende dal letto e comincia a correre verso la porta
...
il giudice lancia una delle sue asce per abbatterlo (perché vedeva in questo l'opera del demonio)
la cosa bela di chtulu è che non ci si capisce una minkia
ma nonostante il tiro fosse precisissimo il bambino lo schiva con un movimento fulmineo e si dileguua nell'oscurità
fine
ecco li ...
e la dama bianca ?????
più vista più senita
~GV
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Urbinone da Magonza
Urbinone da Magonza nasce nel 979 in un piccolo villaggio ai margini di Magonza, lungo il fiume Reno.
Il padre, Uguccione, ormai ultrasessantenne, allo scoccare dei 40 anni aveva deciso di abbandonare la sua attività di Mercenario e di dedicarsi alla coltivazione dei campi, partecipando così al sostentamento del monastero.
La Chiesa ricambiò il lavoro di Uguccione, dando la possibilità ai figli di entrare nel Vescovado e intraprendere una lunga carriera ecclesiastica.
E così fu: il figlio primogenito, Gervasio, si fece frate e le due gemelle Babusca e Verusca divennero suore a pagamento.
L'ultimo dei 4 figli, Urbinone, fu la gioia del padre: non seguì la carriera ecclesiastica, ma fu addestrato all'uso delle armi.
Già all'età di 13 anni, Urbinone si era distinto per grande astuzia e temeriaretà, realizzando diversi furti e portando a casa discreti bottini.
Quando il padre morì, Urbinone aveva solo 15 anni; non si perse d'anino e si organizzò con il fratello per svolgere la sua attività di brigantaggio a favore dell'Arcivescovo di Magonza.
Con l'appoggio del potere ecclesiastico, il brigantaggio si fece sempre più forte e dilagante.
Suo padre, prima di morire, gli raccontò di come nacque e successivamente si consolidò il legame tra il clero di Magonza e la loro famiglia.
Il nonno di Uguccione, Rabano Mauro, figlio di un nobile signorotto, da giovane si innamorò di una bella fanciulla, Vanna Cantellery, a cui piaceva travestirsi da uomo con il nome di Johannes.
Questa stravaganza era giustificata dal forte desiderio della donna di poter un giorno far parte del clero e così esercitare quel potere che solo agli uomini era riconosciuto.
Rabano Mauro e Vanna Cantellery seguirono insieme gli studi clericali a Magonza; al termine di essi Rabano fu nominato Arcivescovo di Magonza, mentre Vanna decise di diventare Monaco prendendo il nome di Johannes Anglicus.
Quando Rabano, il 17 luglio dell 855, si recò a Roma per la nomina del Papa, rimase a dir poco stupefatto nel vedere, in Papa Giovanni VII, la sua amata.
Nonostante la carica papale, Vanna e Rabano Mauro continuarono ad amarsi; Vanna riusci a nascondere anche la gravidanza, ma il momento del parto fu per lei la fine.
Rabano Mauro si prese cura del piccolo nascondendolo nel forte di Magonza e affidandolo alla guida della milizia cittadina.
Caratteristiche
Brigante di diciannovenne, leggermente più alto della media, con corporatura massiccia; molto agile e dotato di una discreta rapidità di mano.
Il suo corpo presenta molteplici cicatrici e bruciature; la sua dentatura è quasi inesistente; la sua testa riporta i segni indelebili di una grave ustione che ricopre gran parte del cranio.
Possiede una buona armatura da guerra e un' ascia a due mani con un' incisione in memoria della Papessa Vanna.
Il padre, Uguccione, ormai ultrasessantenne, allo scoccare dei 40 anni aveva deciso di abbandonare la sua attività di Mercenario e di dedicarsi alla coltivazione dei campi, partecipando così al sostentamento del monastero.
La Chiesa ricambiò il lavoro di Uguccione, dando la possibilità ai figli di entrare nel Vescovado e intraprendere una lunga carriera ecclesiastica.
E così fu: il figlio primogenito, Gervasio, si fece frate e le due gemelle Babusca e Verusca divennero suore a pagamento.
L'ultimo dei 4 figli, Urbinone, fu la gioia del padre: non seguì la carriera ecclesiastica, ma fu addestrato all'uso delle armi.
Già all'età di 13 anni, Urbinone si era distinto per grande astuzia e temeriaretà, realizzando diversi furti e portando a casa discreti bottini.
Quando il padre morì, Urbinone aveva solo 15 anni; non si perse d'anino e si organizzò con il fratello per svolgere la sua attività di brigantaggio a favore dell'Arcivescovo di Magonza.
Con l'appoggio del potere ecclesiastico, il brigantaggio si fece sempre più forte e dilagante.
Suo padre, prima di morire, gli raccontò di come nacque e successivamente si consolidò il legame tra il clero di Magonza e la loro famiglia.
Il nonno di Uguccione, Rabano Mauro, figlio di un nobile signorotto, da giovane si innamorò di una bella fanciulla, Vanna Cantellery, a cui piaceva travestirsi da uomo con il nome di Johannes.
Questa stravaganza era giustificata dal forte desiderio della donna di poter un giorno far parte del clero e così esercitare quel potere che solo agli uomini era riconosciuto.
Rabano Mauro e Vanna Cantellery seguirono insieme gli studi clericali a Magonza; al termine di essi Rabano fu nominato Arcivescovo di Magonza, mentre Vanna decise di diventare Monaco prendendo il nome di Johannes Anglicus.
Quando Rabano, il 17 luglio dell 855, si recò a Roma per la nomina del Papa, rimase a dir poco stupefatto nel vedere, in Papa Giovanni VII, la sua amata.
Nonostante la carica papale, Vanna e Rabano Mauro continuarono ad amarsi; Vanna riusci a nascondere anche la gravidanza, ma il momento del parto fu per lei la fine.
Rabano Mauro si prese cura del piccolo nascondendolo nel forte di Magonza e affidandolo alla guida della milizia cittadina.
Caratteristiche
Brigante di diciannovenne, leggermente più alto della media, con corporatura massiccia; molto agile e dotato di una discreta rapidità di mano.
Il suo corpo presenta molteplici cicatrici e bruciature; la sua dentatura è quasi inesistente; la sua testa riporta i segni indelebili di una grave ustione che ricopre gran parte del cranio.
Possiede una buona armatura da guerra e un' ascia a due mani con un' incisione in memoria della Papessa Vanna.
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