sabato 15 novembre 2014

Borgogna cultista

In una ventosa notte autunnale con il tepore della cucina economica ed il fuoco scoppiettante come sottofondo ecco che "defustellare" assume un sapore tutto particolare. 
un tete à tete con Cecagna all'insegna di un bel "tedescone": Castles of Burgundy del Sig. Feld.

Veniamo subito al dunque: ogni giocatore ha una plancia personale che rappresenta il proprio feudo. Verrà posto al centro della plancia un castellozzo circondato da spazi esagonali divisi per colore e numerati da 1 a 6.
Lo scopo del gioco è fare punti vittoria e, per farli ovviamente, occorre riempire via via gli spazi esagonali attorno al proprio castello allargando la propria tenuta con pascoli, castelli, miniere, strutture cittadine e navi. Ogni tessera ha un "potere" particolare oppure regala punti vittoria una volta piazzata nel feudo.
Il motore del gioco sono 2 dadi da 6. Infatti nel tabellone centrale vengono disposte casualmente le tessere esagonali descritte sopra anch'esse disposte in 6 spazi numerati da 1 a 6.
Il gioco si divide in 5 fasi distinte da 5 round ciascuna, alla fine di ogni fase vengono ridistribuite le tessere negli spazi numerati del tabellone centrale.
Il primo giocatore ( per mantenersi primo occorre piazzare sulla plancia personale le navi) ha ovviamente la prima scelta e piazza i due dadi negli spazi del tabellone centrale contraddistinti dai numeri usciti, accaparrandosi così una delle tessere presenti (2 tessere per spazio in due giocatori 4 tessere per spazio in 4 giocatori).
Per poter inserire la tessera nel proprio feudo, ampliando così la proprietà, occorre un tiro di dado corrispondente al numero presente sulla propria plancia. Ogni plancia ha 3 spazi "deposito" dove le tessere possono essere stoccate in attesa del loro piazzamento.
Meritano una menzione due tiles (oh yeah!) interessanti: le tessere lavoratore che permettono di diminuire o aumentare di una unità il tiro del dado (figata!) ; l'argento che permette di comprare le tessere poste al centro del tabellone nel caso in cui l'avversario avesse avuto la meglio col tiro del dado.
Non sto a menzionare: la vendita delle merci che regalano punti vittoria;  ciascun "potere" delle singole strutture cittadine; le tessere conoscenza che permettono "combo" per avere ulteriori pv.

Insomma, quello che doveva essere un timido approccio propedeutico è diventato presto gioco! Infatti i numerosi simboli presenti sul tabellone centrale all'inizio scoraggiano ma il gioco è, tra i "tedesconi", sicuramente uno dei più semplici e direi adatto a tutti, anche ai neofiti del gdt.
Cecagna non si è fatto scoraggiare dal regolamento (rigorosamente in inglese) e fiducioso è andato avanti nella lettura. Confesso che abbiamo giocato solo 3 fasi su 5 perchè le mogli, appena rientrate da un improbabile corso di cucina vegetariana, (Cecagna..vabè...) data l'ora hanno, come orde barbariche impetuose, fermato l'espansione dei nostri regni. Ma tutto ciò alla fine non ci ha impedito di apprezzare questo gioco. Bello. 
Che altro dire: l'interazione l'ho trovata "bassa" forse con un po' più di esperienza possiamo renderci più "maliziosi" e attenti ai regni attigui, ma non più di tanto credo.
Anche l'ambientazione non è sentita durante il gioco. Non ho mai avuto l'impressione di trovarmi in Francia...poteva essere benissimo il castello di Camelot o quello dei playmobil e non avrei notato la differenza. Cmq poca cosa. Il gioco è bello, tattico e ci prendi veramente gusto ad aumentare i possedimenti. Almeno in due ottima la durata! 
Cecagna vuoi aggiungere qualcosa? Pronto? Pronto?? pronto.......ma chi....?!

Berna (Il cultista senza nome)

1 commento: