In una ventosa notte autunnale con il tepore della cucina economica ed
il fuoco scoppiettante come sottofondo ecco che "defustellare" assume un
sapore tutto particolare.
un tete à tete con Cecagna all'insegna di un bel "tedescone": Castles of Burgundy del Sig. Feld.
Veniamo subito al dunque: ogni giocatore ha una plancia personale
che rappresenta il proprio feudo. Verrà posto al centro della plancia
un castellozzo circondato da spazi esagonali divisi per colore e
numerati da 1 a 6.
Lo scopo del gioco è fare punti vittoria e,
per farli ovviamente, occorre riempire via via gli spazi esagonali
attorno al proprio castello allargando la propria tenuta con pascoli,
castelli, miniere, strutture cittadine e navi. Ogni tessera ha un
"potere" particolare oppure regala punti vittoria una volta piazzata nel
feudo.
Il motore del gioco sono 2 dadi da 6. Infatti nel tabellone centrale vengono disposte casualmente le tessere esagonali descritte sopra anch'esse disposte in 6 spazi numerati da 1 a 6.
Il gioco si divide in 5 fasi
distinte da 5 round ciascuna, alla fine di ogni fase vengono
ridistribuite le tessere negli spazi numerati del tabellone centrale.
Il
primo giocatore ( per mantenersi primo occorre piazzare sulla plancia
personale le navi) ha ovviamente la prima scelta e piazza i due dadi
negli spazi del tabellone centrale contraddistinti dai numeri usciti,
accaparrandosi così una delle tessere presenti (2 tessere per spazio in
due giocatori 4 tessere per spazio in 4 giocatori).
Per poter
inserire la tessera nel proprio feudo, ampliando così la proprietà,
occorre un tiro di dado corrispondente al numero presente sulla propria
plancia. Ogni plancia ha 3 spazi "deposito" dove le tessere possono
essere stoccate in attesa del loro piazzamento.
Meritano una menzione due tiles (oh yeah!) interessanti: le tessere lavoratore che permettono di diminuire o aumentare di una unità il tiro del dado (figata!) ; l'argento
che permette di comprare le tessere poste al centro del tabellone nel
caso in cui l'avversario avesse avuto la meglio col tiro del dado.
Non
sto a menzionare: la vendita delle merci che regalano punti vittoria;
ciascun "potere" delle singole strutture cittadine; le tessere
conoscenza che permettono "combo" per avere ulteriori pv.
Insomma,
quello che doveva essere un timido approccio propedeutico è diventato
presto gioco! Infatti i numerosi simboli presenti sul tabellone centrale
all'inizio scoraggiano ma il gioco è, tra i "tedesconi", sicuramente
uno dei più semplici e direi adatto a tutti, anche ai neofiti del gdt.
Cecagna
non si è fatto scoraggiare dal regolamento (rigorosamente in inglese) e
fiducioso è andato avanti nella lettura. Confesso che abbiamo giocato
solo 3 fasi su 5 perchè le mogli, appena rientrate da un improbabile
corso di cucina vegetariana, (Cecagna..vabè...) data l'ora hanno, come
orde barbariche impetuose, fermato l'espansione dei nostri regni. Ma
tutto ciò alla fine non ci ha impedito di apprezzare questo gioco.
Bello.
Che altro dire: l'interazione l'ho trovata "bassa"
forse con un po' più di esperienza possiamo renderci più "maliziosi" e
attenti ai regni attigui, ma non più di tanto credo.
Anche
l'ambientazione non è sentita durante il gioco. Non ho mai avuto
l'impressione di trovarmi in Francia...poteva essere benissimo il
castello di Camelot o quello dei playmobil e non avrei notato la
differenza. Cmq poca cosa. Il gioco è bello, tattico e ci prendi
veramente gusto ad aumentare i possedimenti. Almeno in due ottima la
durata!
Cecagna vuoi aggiungere qualcosa? Pronto? Pronto?? pronto.......ma chi....?!
Berna (Il cultista senza nome)
Bella Berna !! Finalmente un tuo report ;)
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