Siamo alle Cascine del Riccio, presenti Marchese (Inglese), Tony
(Americano), i due Andy Lombard (Russo) e Masons (Giapponese), Judge
(Tedesco).
Va in scena il trionfo delle forze dell'Asse. Ufficiali delle
SS abbeverano i loro cavalli nella prospettiva Nevsky di Leningrado;
bombardieri americani vengono distrutti ancora prima di decollare da
Gibilterra; l'effimero tentativo di conquista del Marocco si risolve in
un vero e proprio bagno nelle acque dell'Atlantico centrale, trasporti
compresi; nel frattempo il solo inglese resiste e, al prezzo della
perdita dell'intera flotta, si rinforza in Asia e ferma l'effimero
tentativo di conquista iraniano delle Panzerdivisionen di stanza in
Giordania.
L'inglese vince anche ad El Alamein, costringendo il tedesco a
rifugiarsi in Algeria. In India le truppe di sua maestà respingono il
generosità attacco Nippo.
Cinesi caparbi, ma inevitabilmente sconfitti;
siberiani velleitari; Manciuriani sufficientemente saldi. Caccia e
bombardieri giapponesi sono la chiave di volta per il dominio dell'est
asiatico.
In una Guadalcanal anticipata, tutta all'insegna della Union
Jack, gli isolani di oltremanica riconquistano la nuova Guinea,
perdendo, però, tutta la flotta del Pacifico.
Ma il colpo decisivo per
l'Asse è quello assestato dalla marina imperiale alla flotta
statunitense, dopo un'improbabile, effimera, riconquista delle Filippine
da parte dei marines a stelle e strisce. Le carcasse delle navi dello
Zio Sam giacciono sul fondale della fossa delle Marianne, insieme ai
corpi dei marinai irresponsabilmente mandati al massacro dallo Stato
maggiore.
Più aperta, almeno inizialmente, è la situazione sul fronte
russo, che vede l'armata della terza internazionale cadere nella
trappola, abilmente lanciata dalle Panzerdivisionen teutoniche, della
guerra di stagnazione caucasica. A forza di conquistare e riconquistare
le alture care a Noè, l'Armata Rossa si indebolisce irreparabilmente. I
coraggiosi finlandesi, mossi da un'inestinguibile sete di rivincita,
approfittando della situazione, dilagano nella Carelia meridionale e,
con l'appoggio aereo e logistico del Terzo Reich, portano la loro
bandiera a sventolare insieme alla svastica sul tetto dell'Ermitage.
Leningrado cade silenziosamente, mentre l'inverno baltico, inesorabile,
avanza… L'inverno del malcontento degli alleati sarà destinato a non
trasformarsi mai in una gloriosa estate; i vessilli con la croce
uncinata oscureranno definitivamente il pallido sole di York.
Segue report fotografico
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| Von Rundstedt e Yamamoto |
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| Pace e felicità !!! |
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| Uno Zukov perplesso |
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| Ammiraglio ... ci hanno affondato la flotta |
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| Due feeling sull'andamento della partita differenti |
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| Allora li potremmo sfondare ... |
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| ... ma alla fine la situazione è molto più fluida di quanto sostenga il cinegiornale |
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| Europa |
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| Asia |
Il Judge










Contesto assolutamente !!!!
RispondiEliminaIl Giapponese ha ottenuto un'ottima vittoria, ma gli USA avevano già pronta un'altra flotta e se è vero che il tedesco era pronto per muoversi verso l'AFRICA, l'inglese aveva ancora delle armi a sua disposizione ed il Russo è un osso molto duro.
Ad ogni modo abbiamo le posizioni e potremmo anche ripartire da questa situazione....
No, il mio commento si riferiva solo alla situazione momentanea. La partita è ancora tutto da giocare, specialmente considerando il fatto che la produzione dell'americano gli consente di creare una nuova flotta ogni turno…
RispondiEliminaGli USA sono stati attratti da un colpo troppo facile e son caduti in trappola.
RispondiEliminaUna dura batosta !!!
Se ci sarà una prossima battaglia spero di essere più pronto !!! Ah ah