Perché evocare atmosfere western per una tranquilla
serata autunnale alle Cascine del Riccio, nella magione dell’ex
Cavallo Pazzo? Cosa ha a che vedere il personaggio celebrato da Sergio
Corbucci prima, da Quentin Tarantino poi, con le attività ludiche dei
Cultisti Anonimi? È casuale l’analogia tra gli Stati Uniti pre Guerra di
Secessione e il salotto di casa Lombard (presenti Andy Masons, Judge e
il nostro Dgiambo)?
La risposta può essere facilmente trovata in un comune denominatore: la Follia.
Ed
è la Follia che va in scena nella serata sociale del 20 ottobre 2013,
protagonista uno scatenato (Unchained, appunto) Dgiambo.
Il
primo gioco, faticosamente spiegato dal Lombard (Galantuomo a questo
specifico fine e in questi specifici limiti) è di grosso spessore. È il
già sperimentato (dai due Andy) Tinners Trail, interessantissimo
gestionale ambientato nella Cornovaglia fin du siècle. Si tratta,
con unità di tempo limitate a disposizione e scarsità di denaro, di
accaparrarsi e coltivare miniere di rame e stagno, per ottenere proventi
da investire nei vari turni di gioco, con rendimento decrescente. Si
possono acquistare navi, locomotive, minatori, opere di canalizzazione,
per facilitare lo scavo; oppure, se presi dalla necessità, ci si può
dare al piccolo commercio, vendendo ai minatori i cestini con il panino,
la mela e il quartino di vino (attività esizialmente praticata dal
Judge e a tratti dallo stesso Lombard).
La
cronaca del gioco rispecchia fedelmente la prima parte della già
richiamata pellicola tarantiniana: come le azioni dello scatenato Django
sono ispirate dalla Follia, così il nostrano (anch'egli scatenato)
Dgiambo pone anch’egli in essere azioni folli. Gioca, infatti, la sua
partita promuovendo aste di miniere alle quali lui stesso non ha i fondi
per partecipare. Il miracolato destinatario di tanta generosità è
l’ottimo Andy Masons, che, forte di una solida conoscenza delle regole,
si invola irragiungibilmente fin dal primo turno. Ne fanno le spese,
oltre allo stesso Dgiambo, anche i due malcapitati Andy e Judge,
afflitti da una cronica penuria di risorse finanziarie. Ne deriva una
facile vittoria, con largo distacco, per il Masons.
Come
filler, i nostri quattro eroi scelgono l’immarcescibile tresette a
coppie. Si gioca con l’accuso e, dunque, la dea bendata la fa da
padrona. Qui il nostro Dgiambo recita a soggetto il copione della
seconda parte del film già più volte richiamato. Come l'eroe
tarantiniano muore e risorge in una catarsi non propriamente spirituale
(dalle pallottole passa direttamente la dinamite), così il nostro eroe,
in questo spalleggiato dall’ospite e cugino (per l'occasione di nuovo
Cavallo Pazzo, che dolosamente mette in campo un mazzo di carte
siciliane, recanti simbologie sconosciute al toscanissimo Masons), fa
letteralmente esplodere il tavolo. I malcapitati Judge e Masons (coppia
storica dei filler cultisti, ancora insieme ma, stavolta, da perdenti)
sono letteralmente travolti dalla detonazione: devono subire, oltre alle
illecite conversazioni e ai segni fatti sottobanco dai loro esplosivi
antagonisti, anche i rovesci della dea bendata, oltre ad alcune (queste
lecite) buone iniziative di gioco che lo stesso Dgiambo mette in piedi a
vantaggio della sua squadra. Ne deriva per il Judge una sessione ludica
con doppia sconfitta. Tra le (metaforiche) fiamme che avvolgono la
lombardiana dimora, gli ospiti si allontanano nella notte.
P.S.
Alcuni insonni benpensanti hanno riferito di aver visto Dgiambo tra le
Cinque Vie e il Pian dei Giullari, in sella a un cavallo nero, con un
candelotto di dinamite nella destra e una doppietta nella sinistra, che
sparava alle stelle urlando “Tresette libero dalla schiavitù delle
regole!” Le acque dell’Ema si sono tinte di rosso al suo passaggio.
The Judge
Grandissimo riassunto!!!
RispondiEliminaCapolavoro.
RispondiEliminaGrande Judge, a tressette i calci sotto il tavolo si sprecavano....a proposito dovete mettere l'etichetta anche a tressette!
RispondiEliminaGrande Judge, a tressette i calci sotto il tavolo si sprecavano....a proposito dovete mettere l'etichetta anche a tressette!
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